Queste sono delle riflessioni personali dopo aver visto l’ultimo film di Lars von Trier e vuole essere un tentativo di raccontare il film.
Il film si divide principalmente in 3 parti : un prologo e 2 capitoli che hanno come titoli i nomi delle due sorelle protagoniste.
Il prologo ,di circa 7 minuti, riassume l’intera pellicola, esponendone i temi (come una ouverture di un’opera lirica). Le immagini sono tutte al rallentatore e fanno emergere il lato visionario dell’intero film (ci sono anche espliciti riferimenti a quadri come “Cacciatori nella neve” di Pieter Bruegel). L’intera sequenza ha come colonna sonora il preludio dell’opera Tristano e Isotta di Wagner, unica colonna sonora dell’intero film che ritornerà in vari momenti successivi.
Il primo capitolo racconta il matrimonio di Justine (Kirsten Dunst), e si vede come tutti i personaggi presentati hanno dei loro particolari difetti (il padre che chiama tutte le ragazze betty, la madre che non approva i matrimoni religiosi, la sorella che vuole fare in modo che si rispetti il programma del matrimonio secondo gli orari prestabiliti, etc..). Insomma non viene mai presentato un personaggio in qualche modo giusto secondo i canoni normali. L’intera trama del capitolo poi sembra giungere al suo epilogo attraverso mille difficoltà (secondo me rappresentato benissimo dalla prima sscena dove si vede la limousine degli sposi che fa fatica a percorrere le strette strade per arrivare alla villa) e anche la tecnica di ripresa (steady-cam) sembra non soffermarsi mai su un singolo personaggio, ma invece appare molto dinamica. Tra tutti i personaggi spicca quello di Justine che in un primo momento sembra essere felice del ricevimento organizzato ma questa felicità viene rapidamente messa a tacere dopo poche battute.
Il secondo capitolo è spostato in un arco temporale successivo al primo ed è tutto incentrato sulla catastrofe dello scontro tra i pianeti (la Terra e Melancholia). Il personaggio di Justine si vede molto più logorato (la bettute di Justine durante il secondo capitolo sono poco fequenti). Vengono risaltati invece i personaggi della sorella Claire (Charlotte Gainsbourg) , di suo marito John (Kiefer Sutherland) e del figlio Leo. In questo secondo capitolo viene espressa la vera forza del film e anche i temi trattati sono diversi (l’inesattezza della scienza, la paura, la rassegnazione, la vita sulla Terra considerata come inutile). Particolare impressione è il fatto che il perdonaggio di Justine è in qualche modo attratto dal pianeta Melancholia (scena di lei nuda distesa sull’erba che viene illuminata dalla luce del pianeta) e oltrattutto considera la vita sulla Terra come inutile. Altro tema importante riguarda l’inesattezza della scienza e di come il personaggio di John sia convinto che il pianeta non si scontrerà mai con la Terra, al punto di convincere la moglie scettica in un primo momento alle sue stesse idee, ma quando si accorge che le sue teorie sono errate ricorre al suicidio.
Sempre in questo capitolo si assiste ad una variazione di comportamento da parte di Claire molto esplicita (da essere molto dubbiosa sull’esopianeta, a convincersi che sarà solo un evento innoquo, alla paura della morte e infine alla rassegnazione).